Leonardo descrisse le miniere con i mantici senza cuoio che si sollevavano e. abbassavanoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciPedalata in Val Trompia sulle tracce di Leonardo Da Vinci. Il Genio toscano si interessò ai luoghi del ferro della valle, come attestano alcune tracce nei suoi lavori, che documentano ad esempio l’esistenza del Forno di Tavernole già nel 1487, quando Leonardo compì il primo dei propri due viaggi in Valle Trompia per prendere visione diretta dei metodi di estrazione e lavorazione del ferro.

Risale invece al periodo fra il 1508 ed il 1510 la mappa del corso del fiume Mella (“La Mela“) disegnata sempre da Leonardo, che conosceva il territorio molto bene visto che ne indicò anche i paesi, evidenziando tra le altre cose la presenza di una “minera de ferro“ accanto a Collio (Choj) e la distanza in miglia fra le varie località. Il Genio fu sicuramente colpito dalle tecniche bresciane per lavorare il ferro. "A Bressa – scriveva – alla miniera del ferro sono mataci du pezo cioe senza corame e cquada si leva i alto l’aria entra la sua finestrella e quado se basa si fugie le cane". Ovvero: "A Brescia alla miniera del ferro ci sono mantici tutti d’un pezzo, cioè senza cuoio, che quando si sollevano l’aria entra dall’apertura e quando s’abbassano, l’aria esce.