Trussardi in cerca del rilancio: «Crescere con i monomarca»
IL MARCHIO. Primo esercizio pieno sotto il controllo del gruppo Miroglio. Balzo dei ricavi a 28,8 milioni, ma gli investimenti pesano sui margini.
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Trussardi archivia il primo esercizio pieno sotto l’orbita del gruppo Miroglio con un fatturato di 28,8 milioni, segnando un incremento del 67,4% rispetto ai 17,2 milioni del 2024. Un’accelerazione che, però, deve fare i conti con i costi di rilancio: il margine operativo lordo è passato da 1,2 milioni del 2024 a un saldo negativo di un milione. Ancora più marcata la flessione dell’Ebit, in perdita di 5,1 milioni rispetto ai 2,3 del bilancio precedente.
«Il 67,4% in più va letto nel giusto contesto - spiega Giulia Truffo, chief operations officer di Trussardi -. Il 2024 era stato un anno parziale, mentre il 2025 è stato il primo vero anno con una nuova collezione e con la ricostruzione dei canali wholesale, e-commerce e retail. Questo non significa che il rilancio sia completato: abbiamo ricostruito una base commerciale. Per un marchio nato a Bergamo nel 1911, la sfida non è vivere di nostalgia, ma rendere il proprio patrimonio contemporaneo e credibile».Anche la negatività dei margini è da leggere alla luce del progetto di riposizionamento del marchio del Levriero. La società ha dovuto sostenere i costi di due collezioni a fronte dei ricavi generati da una sola stagione, investendo parallelamente su team, comunicazione e distribuzione. «La redditività arriverà progressivamente con l’aumento della scala del business e il miglioramento del mix di canale - sottolinea Truffo -. Il 2026 è un anno di sviluppo e consolidamento: continuiamo a investire, con disciplina, su collezioni, retail e licenze».






