Arrestato in Croazia un secondo sospettato di coinvolgimento nelle esplosioni del 2022 ai gasdotti Nord Stream. Si tratta di Volodymyr Zhuravlov, cittadino ucraino che, secondo la Procura federale tedesca, è stato arrestato nella città croata di Pola su mandato di arresto europeo.
Il primo sospettato nel caso, l’ex ufficiale dell’esercito ucraino Serhij Kuznietsov, è stato incriminato dai procuratori tedeschi a luglio con l’accusa di aver organizzato le esplosioni, agendo per conto dello stato ucraino. Il cittadino era stato arrestato in Italia nell’agosto 2025 e trasferito in Germania a novembre e aveva negato qualsiasi coinvolgimento nelle esplosioni. Le autorità di Kyiv hanno dichiarato di non disporre di informazioni sufficienti per rispondere nel dettaglio alle accuse tedesche.
Secondo i procuratori, Zhuravlov è un subacqueo addestrato e faceva parte di un gruppo guidato da Kuznietsov che avrebbe collocato esplosivi contro i gasdotti Nord Stream 1 e Nord Stream 2. L’uomo era già stato arrestato in Polonia nel 2025, dove un tribunale aveva respinto la richiesta di estradizione tedesca e lo aveva scarcerato.
Il sabotaggio del 2022 di Nord Stream
Le esplosioni del settembre 2022 sono avvenute dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte di Mosca e hanno danneggiato il gasdotto Nord Stream 1, una rotta fondamentale per le esportazioni di gas russo verso l’Europa, e il Nord Stream 2, non ancora in funzione. All’epoca Mosca aveva da poco interrotto le forniture di gas attraverso Nord Stream 1, attribuendo la decisione alle sanzioni occidentali e a problemi tecnici, mentre l’Europa accusava la Russia di usare le forniture energetiche come arma. La Russia e i Paesi occidentali hanno descritto l’atto come un sabotaggio. La tesi dei procuratori tedeschi è che l’obiettivo del presunto attacco fosse interrompere le forniture di gas attraverso cui la Russia contribuiva a finanziare la guerra in corso in Ucraina.










