Per la prima volta dall’esplosione dei gasdotti Nord Stream nel settembre 2022, l’inchiesta tedesca sul sabotaggio entra nella fase processuale. La Procura federale della Germania ha formalizzato l’atto d’accusa nei confronti del cittadino ucraino Serhij Kuznietsov, ritenuto uno dei componenti del commando che avrebbe materialmente piazzato gli esplosivi sui fondali del Mar Baltico. La notizia, confermata dai difensori dell’imputato e anticipata da diversi media tedeschi, tra cui Der Spiegel, rappresenta una svolta nell’indagine che per oltre tre anni ha cercato di ricostruire uno degli episodi più delicati della guerra ibrida combattuta sullo sfondo del conflitto tra Russia e Ucraina.
Secondo la Procura federale, l’uomo – arrestato in Romagna nell’agosto del 2025 – avrebbe preso parte all’operazione insieme ad altre sei persone. Le accuse formulate sono pesanti: crimini di guerra, provocazione di esplosione e distruzione di opere edilizie. Sarà ora la Sezione per la sicurezza dello Stato della Corte d’Appello Anseatica di Amburgo a decidere se ammettere l’atto d’accusa e fissare la data del processo. L’indagine tedesca sostiene che il gruppo avrebbe noleggiato lo yacht Andromeda, utilizzato per raggiungere la zona delle condotte, trasportando gli esplosivi e le attrezzature necessarie alle immersioni. Gli investigatori ritengono che il commando abbia collocato le cariche esplosive sulle tubazioni del Nord Stream 1 e del Nord Stream 2, provocando le detonazioni del 26 settembre 2022 che distrussero tre delle quattro linee sottomarine.








