In Francia “il diritto all’aiuto a morire” è ufficialmente riconosciuto dalla legge. Dopo anni di dibattiti – compresa una consultazione popolare con cittadini estratti a sorte – Emmanuel Macron ha promulgato la legge e la normativa è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale.
Viene così permessa l’auto-somministrazione di un prodotto letale in presenza di un operatore sanitario. Se, e solo se, il paziente non può compiere fisicamente il gesto, il medico o l’infermiere sono autorizzati a farlo al suo posto. Possono richiederlo i maggiorenni affetti da una malattia grave e incurabilie in fase avanzata o terminale. Non per forza il malato deve dipendere da trattamenti di sostegno vitale, ma non basta la sofferenza psicologica. L’accesso è sottoposto alla valutazione medica che si inserisce all’interno di una procedura collegiale.
La Francia diventa così uno dei pochi Paesi che hanno inserito questo diritto nella propria legislazione come Belgio, Olanda, Canada, Svizzera o Uruguay. L’Italia, nonostante le ripetute sollecitazioni della Consulta, non ha ancora una normativa che disciplina i trattamenti di fine vita. Al momento l’accesso è consentito dalle sentenze della Corte costituzionale, a partire da quella sul caso Cappato-Dj Fabo. Questo significa che, nel nostro Paese, l’aiuto al suicidio non è punibile se la persona ha una patologia irrversibile ed è dipendente da un trattamento di sostegno vitale. La Corte ha chiarito che quest’ultimo concetto va interpretato in senso ampio: si accettano anche i casi in cui il trattamento è necessario alla sopravvivenza, ma il paziente ha deciso di rifiutarlo. Infine, in Italia l’atto deve essere compiuto esclusivamente da chi ha chiesto il suicidio assistito. I giudici hanno più volte sollecitato il Parlamento perché intervenga per colmare un vuoto legislativo, ma al momento non sembra possibile che le forze politiche trovino un accordo. Chi sta andando avanti sono le Regioni, sotto la spinta dell’Associazione Luca Coscioni: Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna hanno legiferato per garantire le procedure di accesso al suicidio assistito.










