Un anno senza Pippo Baudo, tra ricordi e nostalgia. Il conduttore moriva il 16 agosto 2025, a 89 anni. Colto, curioso, interessato a tutto – poteva parlare ore di storia e di politica - se n’è andato in silenzio, in una Roma deserta chiusa per ferie. "Pippo è la tv" dice Carlo Conti. "È stato un protagonista assoluto della storia della televisione italiana, un maestro e un punto di riferimento per quella generazione di conduttori televisivi (oggi sessantenni) di cui faccio parte. Indimenticabili sono i suoi abbracci quasi paterni a ogni nostro incontro". L'eredità di Baudo, per Conti, è più viva che mai, soprattutto sul palco del Festival di Sanremo. "In tutti i festival c'è un po’ di Baudo, le sue direzioni artistiche hanno creato il festival com'è oggi, con i suoi commenti, le sue polemiche, gli ospiti e la gara delle canzoni al centro di tutto”.
Ma l'influenza di Baudo, sottolinea Conti, ha rivoluzionato l'intera televisione italiana, trasformando per sempre il ruolo di chi è in studio, davanti alla telecamera. Da semplice presentatore a conduttore. "Il conduttore televisivo ha in mano il programma, ne è autore, detta i tempi ed è quasi il regista in scena". Questo era Baudo in studio, come ha raccontato a Repubblica Lorella Cuccarini, spiegando che “bastava guardarlo lavorare per imparare, bastava vedere come si rivolgeva ai tecnici. Era il primo ad arrivare, l’ultimo ad andare via”. Per quella che sarebbe diventata la primadonna della televisione, “Pippo è stato una guida, un mentore e un padre: era con me nei momenti più importanti della mia vita”.








