Donald Trump
Il 17 agosto terminerà la tregua ma l’accordo tra Usa e Iran appare sempre più lontano. Trump ha ribadito di volere conquistare lo Stretto di Hormuz, e mentre i suoi collaboratori sminuiscono queste dichiarazioni, Teheran mostra di prenderle molto sul serio.
Le nuove, e come sempre roboanti, dichiarazioni di Donald Trump hanno creato nuovi incidenti diplomatici nella difficile trattativa con l'Iran. Il 17 agosto si giungerà al termine dei 60 giorni che i due paesi avevano a disposizione per definire una tregua che ormai appare sempre più lontana.
Il memorandum firmato a giugno da Washington e Teheran rischia quindi di diventare presto carta straccia. Questo sia a causa delle controverse uscite pubbliche di Trump sulla sovranità su Hormuz, che dei ripetuti attacchi che Israele anche in queste ore sta conducendo in Libano. La via marittima e il cessate il fuoco nella regione libanese erano, infatti, i capisaldi di un accordo che sembra non esistere più.
Trump: "Nostro blocco navale è una barriera d'acciaio" "Lo Stretto di Hormuz verrà presto proclamato ufficialmente territorio degli Stati Uniti". Lo ha dichiarato Trump durante un intervento pubblico all'Accademia di polizia di Garden City, a New York. Dichiarazioni che probabilmente hanno fatto cascare dalla sedia i rappresentati degli Usa che in questi mesi di conflitto hanno lavorato per creare una via diplomatica. Tra questi, il vicepresidente JD Vance si è tenuto lontano dall'intervenire direttamente, ma ha spiegato che per lui l'obiettivo numero uno resta quello di calmierare i prezzi dei carburanti. Un alto funzionario della Casa Bianca ha invece detto in maniera anonima al Wall Street Journal che "il presidente ‘scherzava' quando ha dichiarato che Hormuz sarebbe diventato un ‘territorio americano'".










