I codici e gli stratagemmi dei topi d’appartamento per sapere se siamo o meno in casa non sono leggenda metropolitana. Non tutti, almeno. I «marcatori» sono più frequenti di quanto si pensi. Lo dimostra l’ultimo arresto fatto dalla polizia in Borgo Vittoria, alla vigilia di Ferragosto: per sapere se i proprietari di casa fossero o meno in vacanza un ladro ha utilizzato filamenti di cotone nella serratura, espediente perfetto per verificare se una porta resta chiusa per giorni. Ma quali sono i segnali che devono metterci in allarme? Quelli utilizzati realmente dai ladri. Il fantomatico “alfabeto” fatto di croci, cerchi e triangoli è in larga parte abbandonato. Esistono invece altre strategie recenti documentate dalle forze dell’ordine. Fili di colla e carta tra stipite e porta La tecnica più interessante è quella dei fili di colla. Filamenti invisibili a tutti, se non si è la persona che li ha messi (o i suoi complici). I ladri fanno un primo passaggio davanti alle porte degli alloggi presi di mira e applicano una piccolissima quantità di adesivo tra porta e stipite, creando appunto un filamento sottilissimo. Tornano una seconda volta a distanza di tempo: se il filo è spezzato significa che la porta è stata aperta e il colpo è un rischio. Se il filamento è integro la probabilità che i residenti siano assenti, in vacanza, è alta. Colpo possibile. Ecco perché tra gli “arnesi del mestiere” polizia e carabinieri trovano anche tubetti di colla per sopralluoghi preventivi. L’alternativa, sempre fra stipite e porta, è quella dei pezzetti di carta infilati nelle fessure, che finiscono a terra se la porta viene aperta. O le gocce di colla o adesivo, al posto dei filamenti.