Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Money first», prima i soldi. È il principio ormai acclarato che sta contrassegnando il secondo mandato di Donald Trump alla presidenza statunitense.
Un business man che sembra volere trasformare lo Studio Ovale nel deposito dei tesori di Paperon dei Paperoni.
L’ultimo tentativo di far soldi è quello di guadagnare con un nuovo servizio a pagamento della sua società Truth Social: un’offerta di accesso anticipato ed esclusivo ai suoi post sulla politica statunitense. Lanciata all’inizio di questo mese, in pratica, questa nuova «offerta» - chiamata Truth API - chiede alle società di Wall Street fino a 100.000 dollari al mese per negoziare i post di Trump sulla politica statunitense in materia di guerra, dazi e altre questioni, tutti temi sui quali i mercati azionari e finanziari sono sensibilissimi.
L’accusa di incostituzionalità per le anteprime a pagamento
Ma è di questi giorni la notizia della citazione in giudizio di Trump presso un tribunale federale. L’accusa è che queste anteprime a pagamento del Donald pensiero violino la Costituzione, perché si tratterebbe di sapere prima degli altri che cosa scriverà il Presidente in post potenzialmente in grado di influenzare il mercato.













