Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiOgni giorno ha la sua pena e il solleone d’agosto non fa che amplificarla. Così accade che accendi la tv e ti imbatti in Stefano Feltri (nulla a che vedere con Vittorio Feltri e il figlio Mattia) che su La7, durante la trasmissione “In Onda” di Luca Telese e Marianna Aprile, urla la causa del climate change: «Non tassiamo le emissioni del settore agricolo per quei quattro agricoltori rimasti che vanno nelle strade coi trattori, non contenti di ricevere migliaia di sussidi da 40 anni. Se sussidiamo gli inquinatori …», allude, dove vogliamo andare? Poi sentenzia: «Gli agricoltori non servono a niente! È uno dei settori più inquinanti e che meno ha ridotto le emissioni dagli anni ‘90». Preso alla sprovvista da uno più Torquemada di lui, Telese abbozza: «Ma è pieno di agricoltori biodinamici!». Già, la biodinamica igiene del mondo.
Ora forse, per una volta, conviene fare i tignosi e riassumere come stanno le cose. Per amor di verità, perché la calura abbaglia e perché ne abbiamo le scatole piene di vedere gli agricoltori crocifissi e le vacche sbattute in prima pagina come killer del pianeta. Diamo i numeri. I lavoratori attivi in Italia nel primario non sono quattro, ma 1,4 milioni. Di questi, 415mila sono autonomi agricoli (dati Inps), 47mila imprenditori agricoli professionali, 367mila coltivatori diretti e coadiuvanti familiari. Il totale di dipendenti e stagionali supera il milione di persone.







