La startup israelo-statunitense StemRad ha validato le capacit� di AstroRad, uno speciale indumento protettivo contro le radiazioni ionizzanti testato in orbita lunare durante la missione Artemis I della NASA. Le misurazioni registrate durante il volo hanno confermato che la protezione offerta equivale a quella del comparto blindato della navicella Orion. Il concetto di fondo cambia la prospettiva ingegneristica classica: anzich� aggiungere peso all'intero scafo della navetta, si proteggono in modo mirato gli organi critici dell'equipaggio.

Nei viaggi verso la Luna o Marte, la massa costituisce il vincolo pi� rigido per i progettisti aerospaziali. Blindare un intero abitacolo richiede tonnellate di materiale protettivo, ma l'organismo umano non risponde alle radiazioni in modo uniforme. Gli sviluppatori hanno quindi concentrato gli strati schermanti su midollo osseo, polmoni, stomaco, colon e apparato riproduttivo, lasciando liberi testa e arti. Questa configurazione selettiva consente di abbattere la dose efficace assorbita fino al 60%, preservando le cellule staminali emopoietiche e diminuendo il rischio oncologico sul lungo periodo.

La barriera fisica � realizzata in polietilene ad alta densit� (HDPE), un polimero ad alta concentrazione di idrogeno privo del rischio di perdite tipico delle schermature ad acqua. Per mantenere l'indumento flessibile e permettere all'astronauta di muoversi all'interno del veicolo, il team di StemRad e Lockheed Martin ha suddiviso la struttura in migliaia di aste esagonali. Gli elementi, lunghi da 9 a 60 millimetri e dimensionati secondo la formula di Bethe-Bloch per arrestare le particelle cariche, sono inseriti tra due tessuti elastici garantendo una mobilit� fluida.