Manila Esposito alla trave (2025)
Non bastano le medaglie olimpiche, non bastano i titoli mondiali, non ti salva essere una campionessa che a soli 20 anni è già un’icona della ginnastica e un orgoglio nazionale. Tutto questo viene annullato se il tuo corpo, quello stesso corpo che ti ha portato sul podio olimpico, non è come quello che qualcuno (rigorosamente seduto sul divano di casa propria) ritiene tu debba avere. E ci tiene a fartelo sapere! Lo ha deciso forse guardando le passerelle, magari sfogliando le riviste di moda oppure osservando le altre ginnaste sì, ma quelle di decine di anni fa, quando tutto era diverso. E così scatta il paragone, il dito è pronto a essere puntato: per offendere, sminuire. Il tutto sui social, protetto da uno schermo e spesso dall’anonimato.
I commenti che hanno investito in questi giorni Manila Esposito sono preoccupanti, ci parlano di una società tossica ossessionata da un ideale estetico malato. C'è chi munito di bilancia immaginaria sentenzia che è in sovrappeso, chi la definisce "in carne", chi le consiglia di perdere qualche chilo per poter fare ancora meglio ed essere più leggiadra. La ventenne è a Zagabria alle prese con i Campionati europei di ginnastica artistica femminile 2026: oggi si giocherà il titolo al corpo libero e alla trave, da favorita.










