ANAHEIM (Los Angeles) — Oltre dodicimila persone, arena esaurita, un enorme schermo dominato dal castello Disney e migliaia di braccialetti luminosi sincronizzati con la musica. La prima sera del D23, l’appuntamento biennale che riunisce ad Anaheim fan arrivati da tutto il mondo, si è spostata dal Convention Center all’Honda Center per l’Entertainment Showcase, la presentazione di film, serie e spettacoli che accompagneranno il gruppo fino al 2029. Jodie Foster e Ryan Gosling, Adam Driver, Robert Downey Jr., Chris Evans, Anne Hathaway e Kathryn Hahn: le star ci sono tutte, ma le vere protagoniste hanno nomi ancora più celebri, Marvel, Pixar, Star Wars, Frozen, X-Men, gli Incredibili, Coco, Zootropolis e i Simpson. Disney costruisce il proprio futuro partendo soprattutto dalla forza delle storie che il pubblico già conosce: poche scommesse completamente nuove, molti sequel, ritorni e passaggi di consegne.
L’entusiasmo dei fan
Un listino che sceglie la continuità più che la rottura e segue una filosofia semplice: continuare a far crescere ciò che ha già dimostrato di funzionare. La risposta dell’Honda Center suggerisce che questa strategia intercetta un desiderio reale. Ogni titolo viene accolto da un boato, ogni personaggio riconosciuto prima ancora che ne sia pronunciato il nome. Vista dall’Europa, la fedeltà Disney alla famiglia, al lieto fine e ai buoni sentimenti può apparire rassicurante fino al conservatorismo. Nell’America di Donald Trump, attraversata da un linguaggio pubblico aggressivo e da una crescente polarizzazione, quella stessa promessa assume, quasi per contrasto, una sfumatura progressista: non perché Disney presenti un programma politico, ma perché continua a immaginare mondi nei quali le differenze possono convivere e nessuno è definitivamente escluso. Al suo primo D23 da amministratore delegato, Josh D’Amaro ha offerto una chiave di lettura più che una nuova strategia produttiva: in carica soltanto da marzo, ha ereditato un listino preparato negli anni precedenti. "Per guidare questa azienda bisogna capire che cosa significhi davvero essere un fan. E io lo capisco", ha detto. Disney, ha aggiunto, non possiede semplicemente "una base di clienti o un pubblico, ma una connessione" che attraversa Paesi, età e generazioni e che la compagnia calcola in oltre quattro miliardi di fan.






