Di: Céline Fontannaz, Raphaël Dubois (RTS), articolo originale - sf, adattamento in italianoLa produzione di energia solare in Svizzera continua ad aumentare, spinta dall’espansione degli impianti fotovoltaici. Parallelamente cresce anche il mercato delle batterie domestiche, sempre più utilizzate per immagazzinare l’elettricità prodotta e consumarla nei momenti di maggiore necessità.Secondo i dati di Energy-Charts, nel luglio 2026 la produzione di energia solare è aumentata del 43% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Una crescita spinta da condizioni meteorologiche favorevoli, ma anche dal costante aumento degli impianti fotovoltaici presenti nel Paese.Con l’aumento della produzione emerge però anche una sfida: valorizzare al meglio l’energia generata. Nelle ore centrali della giornata, quando gli impianti producono al massimo, la quantità di elettricità disponibile supera spesso i consumi domestici e il surplus non sempre può essere assorbito dalla rete.
Accumulare l’elettricità invece di venderlaPer il settore, i sistemi di accumulo rappresentano una soluzione sempre più interessante. “Spesso si produce più energia a metà giornata, mentre i consumi sono maggiori al mattino e alla sera”, spiega Anna Plancherel, direttrice romanda di Swissolar.“Le batterie permettono di introdurre maggiore flessibilità nel sistema elettrico”, sottolinea Plancherel, precisando tuttavia che non sono indispensabili per installare un impianto fotovoltaico, “si tratta piuttosto di una soluzione complementare”.Dello stesso avviso è Jérôme Menoud, fondatore e direttore della PMI Sungrid, specializzata nel fotovoltaico. “L’energia viene prodotta durante il giorno, ma non è necessariamente in quel momento che viene consumata. Per questo è importante poterla immagazzinare e utilizzarla quando serve”.Batterie sempre meno careLa convenienza economica delle batterie si è rafforzata negli ultimi anni per due motivi principali. Da una parte è diminuito il compenso riconosciuto ai proprietari per l’elettricità immessa nella rete; dall’altra il prezzo delle batterie è sceso sensibilmente. “L’installazione di sistemi di accumulo è quindi diventata particolarmente interessante” osserva Menoud.Secondo il fornitore elettrico Groupe E, oggi circa un nuovo impianto fotovoltaico su due viene venduto insieme a una batteria. Sempre più proprietari che dispongono già di pannelli solari decidono inoltre di completare l’impianto con un sistema di accumulo.Luca Savoldelli, responsabile energie rinnovabili Groupe E (Forum, RTS, 05.08.2026)I Cantoni incoraggiano l’autoconsumoAnche le autorità pubbliche accompagnano questa evoluzione. Nel Canton Neuchâtel, da marzo, l’installazione di batterie beneficia di un contributo pari al 15% dell’investimento. Misure analoghe sono previste anche in altre realtà, tra cui Payerne, Bulle e i Servizi industriali di Ginevra.L’iniziativa sta già suscitando interesse. “In circa cinque mesi abbiamo ricevuto circa 140 richieste, un risultato soddisfacente”, afferma il consigliere di Stato neocastellano Laurent Favre. L’obiettivo è incentivare una migliore gestione dell’energia fotovoltaica prodotta, aumentando l’autoconsumo e alleggerendo al tempo stesso il carico sulla rete elettrica. Secondo Favre, i sussidi potrebbero però essere progressivamente ridotti o eliminati se il calo dei prezzi delle batterie dovesse proseguire.Le prospettive del settore restano positive. Gli operatori prevedono un’ulteriore crescita del fotovoltaico nel 2026 e puntano a portare la quota dell’energia solare nel mix energetico svizzero al 17%, rispetto al 14% registrato nel 2025. Un incremento sostenuto sia dalla diffusione di nuovi impianti sia da una gestione più efficiente dell’energia prodotta grazie ai sistemi di accumulo.







