Madrid deve rimandare la chiusura della centrale nucleare di Almaraz a causa dei blackout provocati dalle rinnovabilidi Carlo Nicolatosabato 15 agosto 20263' di letturaDopo la tempesta migratoria di Ceuta e quella degli scandali familiari e di partito, l’irriducibile socialista Pedro Sanchez ha pensato bene di evitare il due senza tre energetico decidendo di prolungare la vita del nucleare in Spagna. Il “Manual de resistencia” del primo ministro spagnolo deve averlo consultato anche il neopremier laburista britannico Andy Burnham che starebbe per annunciare un drastico ammorbidimento degli obiettivi sulle vendite di auto elettriche (il cosiddetto Zev, “zero-emission vehicle”), che attualmente richiede che l’80% delle auto vendute entro il 2030 siano a zero emissioni. La sinistra europea, almeno quella residua che governa, sta iniziando a rendersi conto che se vuole sopravvivere a se stessa non può continuare a tirare la corda della pazienza dei cittadini, perché quella corda prima o poi si spezza, specie se si continua a insistere sul punto più sensibile, quello relativo a spese ed economia. Ecco dunque il passo indietro del paladino spagnolo delle rinnovabili, citato a ogni congresso da Elly Schlein come modello, che ha evitato il clamoroso errore tedesco prolungando la vita operativa della centrale di Almaraz, in Estremadura, «fino all’8 giugno 2030».LE REAZIONI
Il modello Sánchez crolla pure sull’energia | Libero Quotidiano.it
Dopo la tempesta migratoria di Ceuta e quella degli scandali familiari e di partito, l’irriducibile socialista Pedro Sanchez ha pens...






