L’estate italiana rischia di diventare sempre più un lusso, con una fetta crescente di famiglie costretta a fare i conti con prezzi e rincari prima ancora di pensare alla valigia. Non si tratta più soltanto di scegliere una meta meno costosa: trasporti, stabilimenti, ristorazione e piccole spese quotidiane trasformano pochi giorni di vacanza in una voce sempre più pesante del bilancio familiare. Il presidente dell’Unione Consumatori Massimiliano Dona spiega che a pagare il conto è soprattutto quel ceto medio che fino a ieri considerava le ferie un appuntamento normale e non un privilegio da conquistare.

Perché andare in vacanza è diventato un lusso proibitivo per così tante persone?

I numeri parlano chiaro: nel 2025, il 36,8% delle famiglie italiane non può permettersi nemmeno una settimana di ferie, un balzo netto rispetto al 32,3% dell’anno precedente. Il dato più allarmante riguarda le famiglie che lavorano e pagano le tasse, ma che non riescono più a mettere da parte i soldi necessari per portare i figli al mare. È un problema di sistema: un Paese che vive di turismo non può permettersi di escludere i propri cittadini da questo bene.

Come sta cambiando, di conseguenza, il modo di viaggiare degli italiani?