di
Lia Capizzi
Agli Europei ha vinto il suo quarto oro consecutivo in questa distanza. E un mese fa si è laureata in Comunicazione Digitale con 105
Inchiniamoci tutti di fronte all’Imperatrice Simona che guida l’impero del fondo continentale. E guai a chi osa darla per scontata. Quadarella va celebrata sempre, sette giorni su sette. Anche il pubblico del Centre Aquatique Olympique si rende conto dell’impresa storica e le tributa una standing ovation. La medaglia d’oro nei 1.500 stile è un nuovo mattone del suo castello dorato. Mai nessuno come lei, è la sua decima medaglia d’oro agli Europei. È il secondo poker di titoli, ai quattro negli 800 stile aggiunge i quattro ori nei 1.500. Dal 2018 non scende dal gradino più alto del podio in entrambe le gare. Con le 30 vasche ha un rapporto speciale, sono quelle che le hanno regalato la prima medaglia internazionale, il bronzo ai Mondiali di Budapest 2017 le servì per smaltire la delusione di non essere stata convocata l’anno prima ai Giochi di Rio.
Ma Simona è una ragazza che non perde tempo in recriminazioni, come non gliene frega nulla di esporsi per essere più personaggio a livello mediatico. «Perché dovrei mostrarmi per ciò che non sono?». La 27enne romana ama parlare con i fatti, testa bassa e lavorare. Mamma Marzia si è sempre stupita della figlia minore che in acqua sapeva tirare fuori il «veleno», termine divenuto il suo soprannome. Con Parigi aveva un dolorosissimo conto aperto, dopo i due quarti posti ai Giochi si era ripromessa di non vivere più il nuoto come ossessione. Si è buttata sui libri, un mese fa si è laureata con 105 in Comunicazione Digitale. Il voto massimo lo ha ottenuto in questi Europei, 110 e lode.










