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Marco Bonarrigo, nostro inviato a Birmingham

Dà spettacolo a Birmingham: distrugge gli avversari e fa cantare «buon compleanno» a trentamila spettatori per la sua bimba. Poi il pianto solitario in pedana

Si è preso lo stadio con la forza, tutto, dal primo all’ultimo spettatore, partendo da quelli arrampicati nella curva dietro la pedana dell’alto, dove erano sedute Chiara e la piccola Camilla, fino alle tribune più lontane. Trentamila spettatori con gli occhi solo per lui, infastiditi dalla simultanea vittoria nella finale dei 200 metri dell’inaccettabile tedesco Owen Ansah, in attesa di una lunga squalifica per doping ma ammesso per ricorso dei suoi legali, una vergogna che ha macchiato l’Europeo. Muoviti ad uscire e lascia spazio allo spettacolo vero, Owen.

Per venti minuti, quelli durante i quali ieri sera sono state distribuite le medaglie del salto in alto, l’Alexander Stadium di Birmingham è diventato il giardino di casa Tamberi, il suo angolo di spiaggia sul mare marchigiano, il palco di un concerto di una superstar del rock, il parquet di una finale dell’Nba dove il Jordan del salto in alto sembrava non voler smettere mai di andare a canestro.