HomeBolognaSportVirtus, la solitudine dei numeri 5. La dura vita di Diouf, Diarra e KokilaMumbrù ha in mente una squadra offensiva e perimetrale: i tre lunghi chiamati a un lavoro sporco sotto il ferroMomo Diouf, classe 2001 come Alioud Diarra e Kevin Kokila: sono. i tre lunghi della Virtus chiamati da coach Mumbrù a un lavoro sporco sotto canestroRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciLa solitudine dei numeri 5. Non è il titolo di un libro, né tantomeno una sentenza sul destino dei lunghi della nuova Virtus. È semplicemente una fotografia piuttosto indicativa della squadra che Alex Mumbrù avrà tra le mani nella stagione 2026/27. Perché se c’è una caratteristica che salta all’occhio guardando il nuovo roster bianconero è la chiara vocazione offensiva, perimetrale e dinamica. Una Virtus costruita per correre e, soprattutto, avere sempre qualcuno in grado di mettere la palla per terra.
La scelta di puntare su più portatori di palla non è casuale. È una delle idee che Mumbrù ha già sperimentato nel suo passato, anche a Valencia, e che ora ritrova a Bologna con una batteria di esterni particolarmente ricca e intercambiabile. Non solo playmaker e guardie, ma anche ali capaci di ricoprire più ruoli, giocare da 3 o da 4 e, soprattutto, aprire il campo con il tiro da tre punti. Il concetto è semplice: avere cinque giocatori in campo che possano, in qualche modo, rappresentare una minaccia offensiva. Quasi tutti, almeno. Perché sotto canestro la musica cambia con i tre compagni di reparto: Momo Diouf, Aliou Diarra e Kevin Kokila.






