Sei una italiana o un italiano che ha deciso di andare all’estero per lavoro o per cercare una migliore qualità di vita? Se vuoi segnalaci la tua storia a fattocervelli@gmail.com

Una laurea in Economia e Commercio, un Master in Management internazionale e la convinzione che lo studio gli avrebbe aperto le porte del mondo del lavoro. Invece, la prima proposta arrivata dall’ufficio stage della sua università fu un incarico senza retribuzione: vendere bottoni per camicie e pantaloni in una fiera di Firenze, pagandosi viaggio e spese di tasca propria. “Mi presentai in giacca e cravatta pensando a un colloquio. Mi diedero un catalogo di bottoni e mi dissero di andare a cercare clienti gratis. Lì ho capito che tra il valore dei titoli di studio e quello che offre davvero il mercato del lavoro italiano c’era un abisso”. Oggi Carlo Gori ha 46 anni e vive ad Abuja, capitale della Nigeria.

Dopo una carriera costruita tra Irlanda, Italia e Africa, fa business development, brokeraggio commerciale, collabora con una rivista specializzata sull’Africa e ha ottenuto la distribuzione esclusiva di un marchio di robot per piscine. Ma il suo percorso è stato tutt’altro che lineare. La prima fuga dall’Italia risale al 2005. Dopo alcune esperienze deludenti, decide di trasferirsi in Irlanda per perfezionare l’inglese. L’economia irlandese è in piena espansione e le opportunità arrivano rapidamente. In tre anni cambia tre aziende, passando dal settore bancario a una concessionaria d’auto fino a uno dei principali broker previdenziali del Paese.