Mancano sette giorni alla prima di campionato. Ci sentiamo affamati di calcio, per cui siamo contenti di ricominciare. Sui social abbiamo seguito le vacanze dei calciatori, tra yacht, spiagge, e pochi viaggi culturali, insieme a molti i racconti di calciomercato, argomento divenuto ormai appannaggio di tutti. Ci siamo fatti un’idea su quello che accadrà?L’Inter resta la più forte, sulle altre è difficile fare pronostici. Le amichevoli non dicono molto, nessuno vuole farsi male d’estate. Scruto le facce, ascolto qualche intervista, mi confronto con gli amici. Il Milan non mi convince, non vedo il giocatore che fa la differenza, non vedo un blocco solido di squadra e soprattutto continuo a non vedere una società. Amorim sembra impegnato a ritrovare se stesso e forse avrebbe avuto bisogno di una figura al suo fianco. Di Ibrahimovic si sono perse le tracce, e quando è morto il capitano per eccellenza, Franco Baresi, il portiere Maignan, suo omologo, al funerale non si è visto. Ogni tanto è apparso Cardinale il quale, francamente, a dispetto del nome, sembra muoversi come un curato di campagna, felpato, confuso dal rumore dei fedeli. Quanto alla squadra, resta pendente un punto di domanda grande come una casa: come sarà Leao? E’ partito per i mondiali e non appena ha varcato il confine italiano si è affrettato a dichiarare di voler lasciare il Milan. Alle sue parole non ho ascoltato repliche convincenti (Ibra avrebbe dovuto esprimersi con severità), e poi è successo quello che tutti temevano: nessuno ha voluto il portoghese, almeno alle cifre minime richieste. Quello di Leao resta un fardello che il Milan si porta dietro da troppo tempo, una questione irrisolta, insomma un problema, senza girarci troppo intorno.Queste sensazioni probabilmente non troveranno conferme in campionato (chi vi scrive non ha il dono della certezza), ed è quello che auguro ai tifosi rossoneri. Per il resto, noto un Napoli più leggero senza il peso dell’insopportabile Lukaku, una Roma senza un mercato eclatante ma talentuosa, un Como grande come il suo lago, che pure grandissimo non è. Resta la Juventus, parlando delle prime sei. A me piace, la trovo solida e fantasiosa. Spalletti ha un gruppo compatto in difesa e collaudato a centrocampo. Molto forte anche in attacco se solo ne arrivasse un altro di nome Zirkzee. Sul fronte delle sorprese, avendo già parlato la settimana scorsa della Fiorentina, la vera regina del mercato, scelgo l’Atalanta. Sarri ha ritrovato l’ambiente che predilige, una provincia, poche persone, tanto entusiasmo, un presidente silenzioso e una squadra di primissimo livello. Altro non saprei dire, se non che dopo questo ferragosto, le tanto agognate ferie staranno per finire (rima per tirarsi un po’ su).