Rieccoci qua. L’estate sta finendo, si chiudono gli ombrelloni e si riapre il nostro caro vecchio campionato. Che in fondo, pur con molti difetti, è una delle poche certezze di questo fragile mondo allo sbando.
Sarà una magra consolazione, ma finché ci ritroviamo qui a parlare dei tonfi del Milan, della baldanza di Conte, del risveglio della Juve e di che cosa s’inventerà l’Inter questo lunedì sera con il Torino, vuol dire che tutto sommato, nel bene e nel male, la vita va avanti.
Come al primo giorno di scuola, si fa un po’ fatica a riconoscersi. Le classi e i professori sono cambiati, però già dal primo impatto si capisce chi ha lavorato bene durante le vacanze e chi, invece, nonostante le tante lacune dell’anno precedente, ha fatto poco per rimettersi alla pari. Una delle virtù degli asini è di saper raccontar bene le frottole. Solo che poi, alla resa dei conti, le bugie hanno le gambe corte.
Cortissime quelle del Milan che, alla prima di San Siro, riesce nella straordinaria impresa di farsi battere per 2-1 dalla neopromossa Cremonese. Un risultato storico perchè era da 100 anni che i simpatici grigiorossi non vincevano a casa del Diavolo. Che dire? Che anche con Max Allegri, docente di navigato pragmatismo, nulla è cambiato rispetto all’anno scorso quando rossoneri finirono all’ottavo posto e quindi fuori dall’Europa? Il sospetto ci sta.









