Questo è il quarto articolo della serie “Il turista”, quattro reportage su alcuni dei luoghi simbolo del turismo in Italia.

Occhi azzurri, barba bianca, l’aria da vecchio marinaio, Guerrino Ricci guarda il mare, appoggiato alla baracchina nella quale custodisce gli attrezzi del mestiere: ombrelloni, lettini, qualche ciambella. Ha 87 anni e da oltre mezzo secolo fa il bagnino sulla spiaggia di Riccione al bagno numero 16. Quando ha cominciato erano gli anni settanta del novecento, e tutto ovviamente era diverso. Una volta, racconta, “qui in riviera eravamo pieni, c’erano migliaia di persone. Ora le famiglie non possono più restare venti giorni come una volta”.

“Riccione era bella ed è ancora bella”, dice, “ma le cose stanno cambiando”.

A guardarle da qui le cose, in realtà, pare che non siano cambiate molto. Neppure i prezzi. E, anzi, Ricci in queste settimane ha avuto una certa notorietà mediatica proprio per i prezzi bassi a cui affitta i lettini. Lo fa, spiega, perché il mare sia accessibile a tutti.

Siamo nella zona del litorale che dal centro conduce verso Misano Adriatico, scendendo verso sud, e qui la spiaggia è ancora frequentata soprattutto da famiglie, molto spesso riccionesi. Si viene al mare per il piacere del mare, non per la partita di padel. Ci sono anziani che passeggiano lungo la linea di costa, bambini che giocano, genitori che chiacchierano, grandi sorrisi e molti saluti. Ci sono il sole, il mare e la spiaggia. Dice Ricci che “è questo che ci dà la forza”.