Lo stabilimento dei conti Baldini, il Kursaal, gli anni del boom: due secoli di vita da spiaggiaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciEsiste una cartolina capace, da sola, di riassumere il mito delle vacanze al mare. Un’iconica fotografia di ombrelloni a perdita d’occhio e spiagge gremite: siamo a Rimini, il punto di partenza del turismo balneare italiano. Era il 30 luglio 1843 quando si aprirono le porte del primo stabilimento marittimo, dando origine a un modello che oggi vanta circa 250 bagni lungo 15 chilometri di costa. Quel giorno i conti Ruggero e Alessandro Baldini, insieme all’avvocato Claudio Tintori, inaugurano lo Stabilimento privilegiato dei bagni marittimi, una struttura in legno tra il porto e l’Ausa. Qui accedono le famiglie dell’alta borghesia e dell’aristocrazia dell’epoca, servite da assistenti personali. Non si cerca la tintarella, non va ancora di moda. In spiaggia si va per curarsi, seguendo i dettami medici del tempo che vedono nell’acqua di mare un toccasana per la salute.

Nel 1873 l’igienista Paolo Mantegazza intuisce che alla cura va affiancato il divertimento. Sotto la sua direzione nascono il Kursaal, trionfo di mondanità tra lo stabilimento Idroterapico, e la mitica Capanna svizzera, caffè ristorante che diventa il fulcro dello svago con le sue sale da ballo. Nel 1908 si aggiunge il Grand Hotel, che folgorerà Federico Fellini e diventerà il simbolo della dolce vita riminese. Ma è negli anni ’50 e ’60 che Rimini diventa a tutti gli effetti la capitale del turismo europeo. Il motore di questa macchina da sogni è proprio la spiaggia. I turisti arrivano in massa, le donne vivono la rivoluzione dei primi bikini e la costa si popola di hotel e pensioni a gestione famigliare. È l’epoca delle fette di cocomero portate ai turisti nelle carriole, dei bomboloni sul bagnasciuga, delle altalene in mezzo al mare. Quella stessa, nostalgica altalena che si trova ancora oggi sulla spiaggia, tra i simboli di una città che nel frattempo ha saputo reinventarsi.