HomePontederaCronacaIl tempo non ha sepolto la verità. Scieri, ucciso dai nonni in caserma. Il Ferragosto che Pisa non dimenticaAgosto 1999: la violenza, il corpo nascosto, i silenzi e alla fine le condanne per la morte di "Lele". In queste ore i social ricordano la storia nera della Gamerra ripercorsa anche da "Un giorno in pretura".ll programma «Un giorno in pretura» di Rai 3, ideato ha dedicato una puntata speciale al delitto di Emanuele ScieriRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciCi sono morti che il tempo non riesce a seppellire. Perché diventano un monito perenne affinché non accada più. Quella di Emanuele Scieri è una di queste. Siamo a Ferragosto con l’Italia che accende le griglie, riempie le spiagge e si prepara al pranzo in famiglia. A Pisa, invece, quel Ferragosto del 1999 lasciò un ragazzo di 26 anni già cadavere da ore, sotto il sole, occultato sotto un tavolo. Si chiamava Emanuele Scieri, era di Siracusa, si era appena laureato in giurisprudenza e in caserma lo chiamavano già "l’avvocato". Era il 13 agosto quando il 26enne arrivò alla Gamerra, lasciò la camerata per la libera uscita e, una volta rientrato, sparì.
Tre giorni dopo sarebbe stato trovato morto. Il suo corpo rimase inspiegabilmente nascosto. Intorno nessuno sembrò accorgersi di nulla. Nemmeno il 15 agosto, quando nella caserma ci furono due ispezioni straordinarie. Nessuno lo cercò abbastanza, nessuno vide quel corpo a pochi metri dal percorso di ronda. A tradire quel silenzio fu soltanto l’odore della morte, il giorno dopo. Per anni la sua fine venne ricondotta a un tragico incidente. Ma quella versione lasciava aperte troppe domande e troppi silenzi. Perché Scieri non era stato cercato con la necessaria urgenza? Perché nessuno aveva trovato il suo corpo durante le ispezioni?






