Napoli come Saint-Tropez, Barcellona, Montecarlo. O, più orgogliosamente, come Napoli. Già da qualche anno siamo abituati a vedere al largo di via Caracciolo yacht di ogni forma e dimensione. Gli occhi si riempiono di bellezza, la mente di domande: chi sarà il proprietario di questo o di quello? Da dove arriva? Dove andrà? Quale sarà il suo valore? In occasione dell’America’s Cup, il Golfo di Napoli diventerà il centro nevralgico del mondo per i Superyacht in navigazione nel Mediterraneo. Se si ripeteranno i numeri di Barcellona saranno almeno 300, forse di più.

LE DIMENSIONI Nel 2024, come riporta boatinternational.com, il più grande yacht avvistato nella zona di Port Vell, il porto vecchio completamente rimesso a nuovo in occasione dell’America’s Cup ospitata da Barcellona, fu il superyacht Opera, lungo 146,4 metri e di proprietà di Abdullah bin Zayed Al Nahyan, ministro degli Affari Esteri degli Emirati Arabi Uniti con un patrimonio stimato in circa 10 miliardi di dollari. A bordo Opera può accogliere 48 ospiti in 24 cabine, assistiti da un equipaggio e personale di 80 persone alloggiati in 40 cabine. Valore stimato: 450 milioni di dollari. Costi di gestione: circa 45 milioni l’anno. Sarà anche a Napoli? Forse sì, forse no. Ma è bello sognarlo. L’America’s cup Superyacht Programme, coordinato da BWA Yachting, gestirà il sistema centralizzato di prenotazione degli ormeggi e curerà il calendario ufficiale degli eventi dedicati agli armatori dei superyacht, imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni, dai 24 a oltre i 100 metri. A Napoli potrà contare sulla collaborazione del Gruppo Luise, Associate Partners di BWA Yachting e Preferred Yacht Agent ufficiale dell’AC38. Per la Preliminary Regatta di settembre 2026, la disponibilità del Superyacht Programme è attualmente prevista a Marina Molo Luise. Per il 2027 lo scenario sarà molto più ampio. LA RETE La rete comprende attualmente Nuova Marina di Bagnoli, Marina Molo Luise, Stabia Main Port, Marina di Stabia, Ischia Casamicciola, Ischia Porto e Marina di Capri, Marina Arechi, Procida, Sud Cantieri. Ma quali saranno i superyacht presenti a Napoli? Come non pensare al Vava II di Ernesto Bertarelli, l’imprenditore svizzero che per primo volle la Coppa America a Napoli. Valore stimato superiore ai 150 milioni di dollari. Novantasei metri di lunghezza, il Vava II può ospitare 22 persone e 34 di equipaggio. Con lui dovrebbe esserci l’Obsidian di Karel Komárek, il miliardario ceco che finanzia la sfida americana. L’interno dell’Obsidian offre sistemazioni di lusso per 12 ospiti e 27 membri dell’equipaggio. Valore stimato: 180 milioni di dollari. Discorso a parte per il patron di Luna Rossa Patrizio Bertelli ed il suo Ulisse, un 100 piedi più tradizionale che più che i superyacht ipermoderni ricorda il fascino della vela che fu. L’ormeggio è solo il punto di partenza. Il programma vuole portare armatori e ospiti dentro l’esperienza dell’America’s Cup, con un calendario dedicato che accompagna le giornate di regata e continua a terra, tra hospitality, incontri ed eventi. E poi c’è Napoli. Immaginiamo yacht provenienti da tutto il mondo riuniti nel Golfo, le regate davanti alla città, le vele che tagliano l’acqua e il Vesuvio sullo sfondo. Poi il sole che scende, le luci di Napoli che si accendono e, finito il racing, Capri, Ischia e la Costiera a poche miglia.