I corpi, in avanzato stato di decomposizione, sono stati individuati dall’aereo Albatross di SOS Mediterranee. La nave ha raggiunto la zona e soccorso sei persone ancora in vita

Dramma nelle acque del Mediterraneo, dove undici persone migranti sono morte in un naufragio al largo delle coste libiche. I loro corpi sono stati avvistati in avanzato stato di decomposizione a circa 57 miglia nautiche da Zuara. A individuarli è stato l’Albatross, l’aereo di monitoraggio gestito da SOS Mediterranee e Humanitarian Pilots Initiative, durante un consueto volo di ricognizione lungo le rotte migratorie. Poco dopo, la Sea-Watch 5 ha raggiunto la zona e ha recuperato le salme. Nella stessa zona, ha poi soccorso altre sei persone ancora vive «gettate in mare dai trafficanti nel mezzo della notte».

L’avvistamento dall’aereo

Scendendo a quota più bassa per accertarsi della situazione, i soccorritori si sono trovati di fronte alla scena agghiacciante. Alcuni dei corpi indossavano ancora gli abiti, altri restavano a galla agganciati a fortuna a vecchie camere d’aria di pneumatici, usate come disperato salvagente. Resta al momento impossibile determinare con esattezza quando sia avvenuto il naufragio o quanti fossero in origine i passeggeri dell’imbarcazione inghiottita dal mare. La segnalazione è stata trasmessa al Centro operativo nazionale della Guardia Costiera italiana, che ha provveduto a informare l’autorità competente per il coordinamento dei soccorsi nell’area.