Le indagini ipotizzano una gestione illecita dei rifiuti e irregolarità nella gestione degli scarichi. Sequestrati mezzi, materiali e aree dell’attività. Proseguono gli accertamenti su autorizzazioni e regolarità urbanistica.
Le verifiche degli investigatori hanno fatto emergere una serie di presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, delle acque di prima pioggia e dei reflui aziendali, facendo scattare un sequestro preventivo, successivamente convalidato dal gip. L’inchiesta ipotizza violazioni del Testo unico ambientale e punta ora ad accertare anche la regolarità urbanistica, edilizia e amministrativa dell’intero complesso.
L’ipotesi di gestione illecita dei rifiuti
Secondo quanto emerso dalle verifiche, i materiali presenti nell’area non sarebbero stati gestiti nel rispetto dei requisiti previsti per il deposito temporaneo, circostanza che ha portato gli investigatori a ipotizzare una gestione illecita e un deposito incontrollato di rifiuti.
Gli accertamenti si sono concentrati anche sulla gestione delle acque di prima pioggia e dei reflui prodotti dalle attività aziendali. Dall’analisi della documentazione acquisita sarebbero inoltre emerse carenze nella tracciabilità degli interventi di spurgo e nello smaltimento dei residui provenienti dalle vasche di raccolta e dai separatori di oli minerali.












