Luigi Mangione, 28 anni, di origini familiari ennesi, ha pronunciato davanti alla giudice federale di Manhattan parole destinate a cambiare il corso di uno dei procedimenti più discussi degli ultimi anni. Nell’udienza del 14 agosto 2026, l’imputato ha confessato di aver sparato a Brian Thompson, 50 anni, amministratore delegato del colosso assicurativo UnitedHealthcare, la mattina del 4 dicembre 2024, dichiarando sotto giuramento di essere pienamente consapevole dell’illiceità del proprio gesto.

Con la sua ammissione, il baricentro del processo federale si sposta sensibilmente. Mangione si è dichiarato colpevole di stalking interstatale, riconoscendo di aver pianificato con cura pedinamenti e sopralluoghi prima dell’agguato mortale avvenuto tra West 54th Street e Sixth Avenue. In aula ha inoltre confermato un dettaglio cruciale: l’arma utilizzata era stata realizzata con una stampante 3D, completa di silenziatore e caricatore.

Secondo la ricostruzione della Procura federale, il giovane era arrivato a New York in autobus da Atlanta circa dieci giorni prima del delitto, aveva alloggiato a Manhattan sotto falsa identità e compiuto meticolosi sopralluoghi nei pressi dell’hotel della vittima e del luogo della conferenza per gli investitori di UnitedHealth Group. Il delitto, ripreso dalle telecamere di sorveglianza, è stato seguito il 9 dicembre 2024 dall’arresto di Mangione ad Altoona, in Pennsylvania, grazie alla segnalazione di alcuni dipendenti di un McDonald’s. Al momento del fermo, tra i suoi effetti personali è stata sequestrata la pistola con il silenziatore.