Produzioni di eccellenza, sapori dell’antica tradizione sarda, riconoscibili perché riconducibili a territori precisi e con processi di lavorazione consolidati. L’elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (Pat) in provincia si arricchisce di tre nuove eccellenze: la loba de sartizzu, la Conca in cascetta e il Casu Longu, tutti rigorosamente di Samugheo. Vanno ad affiancarsi a s’Ortau di Ardauli, a s’ortau di pecora di Neoneli, al dolcesardo di Arborea e ai ravioli di patate con origano selvatico di Ardauli (Culurzones de patata cun nebidedda), già presenti nell’elenco regionale dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali.

E per ottenere questo importante riconoscimento, istituito dal ministero dell'Agricoltura, i prodotti devono rispettare criteri ben precisi: i metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura devono essere omogenee e protratte nel tempo secondo regole tradizionali per almeno 25 anni e i prodotti devono essere strettamente legati alla storia, alla cultura e alla geologia della Sardegna. Un marchio che solitamente si applica a prodotti che non rientrano nelle denominazioni Dop o Igp (o che sono stati inseriti tra i Pat prima di ottenerle).

Nel 2026 l’elenco nazionale comprende 5 mila 813 prodotti, espressione di un patrimonio diffuso in tutta Italia, spesso costituito da produzioni di nicchia profondamente legate alle piccole comunità e capace di generare un giro d’affari complessivo superiore ai 3 miliardi di euro all’anno. Con il nuovo aggiornamento, la Sardegna passa da 274 a 279 Prodotti agroalimentari tradizionali, confermando la straordinaria ricchezza agroalimentare, culturale e bioculturale dell’Isola. A Samugheo il risultato nasce dal percorso tecnico-scientifico sviluppato nell’ambito della manifestazione “ Mojos e Marigas”.