Yasser Ferrer Mesa

Powered by

A demonstrator waves a Cuban flag in the rain, Wednesday, July 14, 2021, in Miami’s Little Havana neighborhood, as people rallied in support of antigovernment demonstrations in Cuba. (AP Photo/Wilfredo Lee)

Le ultime notizie dall’Avana non sono molto rassicuranti. Purtroppo in questa parte dell’emisfero, tra la censura interna e l’indifferenza esterna, non sono in molti a sapere effettivamente come stanno le cose. Lo dico brutalmente: stanno precipitando. Cuba ci appare molto lontana, sommersa da un embargo imposto dagli Stati Uniti, descritti dal regime come canaglia e imperialisti. Ma se ascoltate la realtà raccontata da un cubano, costretto a scappare a soli 20 anni perché oppresso e represso dalla giunta dittatoriale e comunista che detiene il potere a L’Avana, allora la storia suona molto diversa.

Oggi si parla del blocco energetico ed economico imposto all’isola dal suo vicino del Nord, ma non arrivano le notizie, per esempio, sulla figlia di Ulises Rosales del Toro, Alina Rosales Aguirreurreta, che si trova sotto custodia dell’ICE dal 26 maggio 2026, nel Centro di transizione della Contea di Broward, a Miami. Probabilmente le persone citate sopra non vi sono note. Ma se lo chiedessimo a un cubano, saprebbe immediatamente di chi stiamo parlando. Il generale Ulises Rosales del Toro è stato membro del Partito Comunista Cubano, deputato all’Assemblea nazionale, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro dello Zucchero e dell’Agricoltura. Insomma, una figura molto vicina alla cupola del potere cubano. Un militare di provata fede, certo. Ma anche un padre. E sua figlia, secondo quanto viene contestato dalle autorità statunitensi, avrebbe violato le leggi sull’immigrazione degli Stati Uniti: arrivata negli Usa con un visto di tipo B-2 il 21 novembre 2023, non sarebbe più uscita dal territorio statunitense.