Secondo i giudici della Corte Costituzionale, la misura costituisce una "limitazione sproporzionata" alla libertà di espressione. Macron ha incaricato Lecornu di trovare una nuova soluzione entro il 2027
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Il divieto dell’utilizzo social da parte dei governi continua a far discutere. L’ultimo caso riguarda la Francia, dove il Consiglio costituzionale francese ha bocciato il divieto per i minori di 15, ritenendo che la misura costituisca una "limitazione sproporzionata" della loro libertà di espressione. I giudici costituzionali hanno stabilito che l'articolo 1 della legge, volta a proteggere i minori dai rischi legati all'utilizzo dei social network, comporta una limitazione della libertà di espressione e comunicazione degli under 15 che "non è adeguata, necessaria e proporzionata". Essendo stato chiamato a pronunciarsi esclusivamente sull'articolo 1, il Consiglio costituzionale non si è espresso sul divieto di utilizzare il telefono cellulare nelle scuole superiori a partire dal 1° settembre, previsto sempre dalla stessa legge.
La decisione










