Da una parte si lascia, dall'altra si raddoppia. Il tema - oggetto di dibattito, critiche ma anche approvazioni - riguarda le ordinanze che limitano la fruizione delle attività dell'Etna. Ieri, per la prima volta, è stata introdotta una doppia novità: il divieto di avvicinarsi a più di 200 metri dal fronte lavico e la chiusura della strada Mareneve, che conduce al Rifugio Citelli e al sentiero Serracozzo, all'altezza del borgo di Fornazzo, 14 chilometri più in giù. Un blocco che nella notte ha stravolto la consueta tranquillità della piccola frazione di Milo, inondata di auto.

Nella tarda mattinata di oggi in Prefettura a Catania si è svolto un tavolo tecnico per affrontare proprio il tema della sicurezza sul vulcano: presenti i sindaci interessati, l'Ingv, la protezione civile, il Corpo forestale e tutti gli enti competenti in materia. Il risultato è stato di ammorbidire il divieto di avvicinamento alle colate e di potenziare il blocco stradale anche dal lato di Linguaglossa e Piano Provenzana, rimasto fino a oggi libero.

È stata un'ordinanza della sindaca di Milo, Aurora Catalano, a introdurre ieri le limitazioni. «Lo abbiamo fatto - spiega - perché negli ultimi giorni il traffico veicolare verso la Mareneve si è intensificato in maniera esponenziale. Un problema anche per eventuali interventi di soccorso, diventati praticamente impossibili. Abbiamo visto persone con bambini, animali, intere famiglie, con gli zoccoli ai piedi. Bisognava agire, anche perché col Ferragosto alle porte sarebbe andata ancora peggio».