Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiQuella dei department store di lusso è ormai una crisi conclamata, e non solo oltreoceano (un esempio su tutti, Saks Global, che lo scorso gennaio ha presentato istanza di fallimento).

Nel Regno Unito una storica catena come Harvey Nichols nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme su una imminente bancarotta, dopo aver registrato cinque anni consecutivi di perdite. E mentre nelle ultime ore è arrivato l’annuncio ufficiale dell’acquisizione della catena da parte del miliardario britannico Mike Ashley, fondatore dei grandi magazzini Frasers Group e Sport Direct, è emerso che l’insegna ha recentemente investito in modo consistente sul suo storico negozio londinese di Knightsbridge, ottenendo un miglioramento delle performance.

Harrods, un masterplan per trasformare l’offerta di moda donna

È ciò che ha fatto anche un’altra (la più famosa) insegna britannica: Harrods. Il grande magazzino, tornato in attivo con un utile ante imposte di 84,9 milioni di sterline (circa 99,4 milioni di euro) nelle 52 settimane concluse il 31 gennaio 2026, ha continuato a investire nel suo storico punto vendita di Knightsbridge. A giugno ha inaugurato la sua prima International designer room, nell'ambito della ristrutturazione del reparto moda donna al primo piano. Il progetto prevede tre sale interconnesse (che il retailer definisce «una nuova destinazione globale per la moda») come parte del più ampio Womenswear masterplan, il piano di trasformazione dell'offerta femminile del grande magazzino. Il negozio londinese di Harrods