All’improvviso pasionarie meloniane sui social e giornali d’area scoprono che il verde è importante nelle città. Un pretesto per attaccare le amministrazioni di centrosinistra, accusate di fare greenwashing a parole e cementificare nei fatti. Ma della ripiantumazione frega davvero qualcosa a Fratelli d’Italia & co.?
All’improvviso, come un temporale in piena estate, la destra si è accorta che nelle nostre città mancano gli alberi. L’allarme, a dire il vero, fu lanciato durante la campagna elettorale per le Politiche già nel 2022: Silvio Berlusconi suggerì di piantare un milione di alberi all’anno su tutto il territorio nazionale. Fissato con quella cifra come unità di misura, il sor Bonaventura del milione di posti di lavoro sparò la sua proposta, che allora sembrò eccentrica, e che trovò spazio e cassa di risonanza sui quotidiani d’area, in particolare su il Giornale, pur venendo accolta con un certo scetticismo per la sostenibilità pratica.
Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni (Imagoeconomica).
Storicamente è sempre stata la sinistra ecologica a preoccuparsi del verde urbano, dei parchi, dell’inquinamento atmosferico, delle piste ciclabili. L’uomo che piantava gli alberi, il long seller di Jean Giono pubblicato nel 1953, trova posto, da quando è uscito, in tutte le librerie nelle case del ceto medio riflessivo, che lo legge la sera ai bambini, prima che si addormentino.






