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Marco Bonarrigo

Sul tedesco Owen Ansah pendono 4 anni di squalifica per un controllo saltato. La Germania non lo convoca, corre da indipendente stasera contro Faustino Desalu in finale nei 200 metri: il bronzo dei 100 è già sub judice

BIRMINGHAM — C'è una pericolosa mina vagante sulla credibilità dell'atletica leggera e dei Campionati Europei in Gran Bretagna oltre che sulle possibilità di medaglia (che non sono poche) di Faustino Desalu nella finale dei 200 metri di questa sera. La mina ha la forma e il nome di Owen Ansah, 25 anni, tedesco, il colosso dello sprint che poche settimane fa è stato il primo nel suo Paese ad abbattere il muro dei 10" nei 100 metri (9"98), poi è arrivato terzo nella finale dei 100 a Birmingham e adesso affronta i 200 con il miglior tempo di qualificazione.

Il 17 luglio l'agenzia antidoping tedesca Nada ha comunicato — senza fornire dettagli — di aver messo sotto inchiesta il velocista per essere sfuggito a un controllo antidoping a sorpresa, chiedendo per lui quattro anni di squalifica a partire dal 9 luglio scorso, convinta di avere ottimi elementi per supportare la richiesta. Nada ha anche proposto una riduzione di pena di 12 mesi all'atleta (3 anni invece di 4) se accetterà la sanzione. Ansah non ha nemmeno risposto.