Università 14 agosto 2026 I fondi destinati alle università sono aumentati, ma non abbastanza da coprire il peso dell’inflazione ANSA Il 13 agosto Fratelli d’Italia ha rilanciato sul suo profilo Instagram una notizia pubblicata dall’agenzia di stampa ANSA, intitolata: «Più fondi agli atenei: 9,4 miliardi nel 2026». La notizia è stata commentata anche sul sito del Ministero dell’Università e della Ricerca, dove si sottolinea che «nessun ateneo registra riduzioni di finanziamento rispetto all’anno precedente, confermando il rafforzamento degli investimenti nel sistema universitario».
Secondo la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, «con il Fondo di finanziamento ordinario continuiamo ad aumentare le risorse per le università. Un impegno che si traduce in più capacità di programmazione per gli atenei, più sostegno alla ricerca, qualità della didattica e maggiori opportunità per studenti, ricercatori e docenti». In generale, l’aumento dei fondi all’università è una buona notizia, ma analizzando i dati emerge una realtà diversa: è vero che gli stanziamenti sono leggermente aumentati, ma questa modifica ha avuto scarsi effetti economici sulla capacità di spesa degli atenei perché i nuovi stanziamenti non bastano a coprire il peso dell’inflazione. Gli stanziamenti I dati citati dall’ANSA sono contenuti in un comunicato stampa del Ministero dell’Università e della Ricerca. Secondo il comunicato, nel 2026 il Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO), il principale strumento di finanziamento delle università statali, è arrivato a 9,4 miliardi di euro. Il dato rilevante è quello di crescita: quest’anno, gli atenei avranno a disposizione 25,6 milioni di euro in più rispetto al 2025. Di fatto, rispetto all’anno scorso c’è stato un aumento dello 0,27 per cento.










