"Abbiamo stanziato per gli atenei il più cospicuo fondo mai investito nella storia della Repubblica italiana. Quasi 9 miliardi e mezzo, a cui abbiamo aggiunto altri 60 milioni, per consentire alle università di essere più aperte e internazionalizzate". Ad affermarlo in un'intervista al quotidiano Il Messaggero è la ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, replicando così alle opposizioni che accusano di aver tagliato i fondi alle università.
"Quando sono arrivata nel 2022 al ministero, la prima cosa che ho visto sono state le tende degli studenti che rivendicavano un maggiore numero di posti letto", aggiunge. "Ora, consegniamo loro le chiavi degli studentati. Quando sono arrivata i posti letto erano 45mila, ne lasceremo 120mila". E ancora: "Gli studentati, come tutto ciò che attiene al diritto allo studio, sono un asset per il Paese e questo asset dev'essere condiviso da tutti e non serve da parte delle opposizioni agitare la clava", spiega Bernini.
Per la ministra "dobbiamo diventare sempre più attrattivi" e sottolinea che "il 17 per cento degli studenti della nostra alta formazione artistica viene dall'estero". "Con la trasformazione del diploma in laurea, questa cifra aumenterà ancora di più. Le nostre università e i nostri enti di ricerca sono sempre più internazionalizzati. Questo nuovo mondo è fatto non più di confini, ma di connessioni", prosegue.










