Sulle risorse pubbliche alle università si torna al passato. Dopo la parentesi del 2024, che aveva portato a una contrazione del contributo statale rispetto al 2023 e alle conseguenti proteste dei rettori, nel 2025 il Fondo di finanziamento ordinario (Ffo) torna a salire. Di 336 milioni per la precisione, fino a sfiorare i 9,4 miliardi. A confermarlo sono le tabelle allegate al decreto firmato nei giorni scorsi dalla ministra Anna Maria Bernini che, in una nota, sottolinea: «Possiamo essere orgogliosi di un cammino che sa difendere le sue priorità: valorizzare i giovani, attirare talenti, accettare le sfide di un mondo in rapido cambiamento».

Il confronto con il 2024...

Passando alle cifre, se ci focalizziamo sugli 8,3 miliardi appena distribuiti (i restanti 1,1 miliardi arriveranno in seguito, ndr) tutti gli atenei guadagnano: in media il 3% in più rispetto all’esercizio precedente. In percentuale in testa troviamo il Politecnico di Torino, Verona, Pavia, Napoli Parthenope e Foggia, con una crescita del 6%, seguiti da Padova, Roma Tre e Politecnico di Milano con il 5. Mentre in valore assoluto i maggiori beneficiari del Ffo si confermano Roma Sapienza con 558,2 milioni di euro (+4,6%), Bologna con 461,1 milioni (+2,8%) e Napoli Federico II con 410,1 (+1%).