Da tempo si diffonde in Europa un preoccupante clima bellicista e allarmista, fuorviante e pericoloso. Non sono i messaggi social di qualche esaltato, ma disposizioni della Commissione europea, cioè chi comanda il Vecchio continente. Le ultime pensate sono un vero salto di qualità: si ritiene che per imporre la pace a Putin bisogna inviare truppe in Ucraina e si invitano le popolazioni a dotarsi di scorte d’acqua e di cibo per affrontare un eventuale emergenza dovuta ad un’aggressione militare, ovviamente da parte della Russia.
La sensazione è che si alzi il livello dell’allarme perché la proposta di riarmarsi contro un’eventuale aggressione russa e i relativi 800 miliardi di euro per finanziarla hanno lasciato l’opinione pubblica un poco indifferente, se non contraria. Per convincerla il copione è quello di sempre: drammatizzazione della situazione, demonizzazione del nemico, Putin è il nuovo Hitler, l’Europa non è armata a sufficienza per respingere l’invasore.
Proviamo a ragionare sulle sfide che ci attendono e stabilire delle priorità. Sappiamo che sono due: il cambiamento climatico e una possibile guerra mondiale, perché è proprio questo quello che avverrebbe in caso di invasione russa dell’Europa. A quale delle due dare la priorità?






