Nel giro di pochi giorni il calcolo per l'intelligenza artificiale ha fatto due passi verso una forma nuova, quella di attivo finanziario negoziabile. NVIDIA ha formalizzato un accordo con sei fra i maggiori gestori di capitale al mondo per mobilitare oltre 500 miliardi di dollari a sostegno dell'infrastruttura per l'IA, impegnandosi a coprire con denaro proprio fino al 25% del valore dei chip sulle singole operazioni. A pochi giorni di distanza CME Group e Silicon Data hanno fissato al 5 ottobre il debutto dei primi futures sul costo orario di noleggio delle GPU NVIDIA, in attesa del via libera dei regolatori.
Carmen Li, amministratrice delegata di Silicon Data, ha tracciato il solco tra le due mosse in un'intervista a Bloomberg: il pacchetto NVIDIA � uno strato di finanziamento, i futures sono uno strato di gestione del rischio. Un mercato di quelle dimensioni, ha sostenuto, non pu� funzionare senza un posto dove coprirsi e dove i prezzi si formino. Entrambi gli strati poggiano per� sulla stessa incognita, cio� che la potenza di calcolo conservi valore nel tempo e renda abbastanza da giustificare le somme che le si stanno mettendo dentro.
Il finanziamento e la garanzia sul valore
Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR dovrebbero muovere nel tempo capitale di terzi verso laboratori di ricerca, aziende e fornitori cloud che hanno bisogno di potenza di calcolo e non riescono ad accedere a finanziamenti della dimensione richiesta. Il capitale resta fuori dal bilancio di NVIDIA e la decisione di erogarlo non � sua: le sei istituzioni istruiscono ogni progetto in autonomia, esaminando cliente, domanda attesa, tassi di utilizzo, flussi di cassa e valore residuo dei sistemi, mentre l'azienda di Santa Clara fornisce la piattaforma e una garanzia limitata. � quel sostegno al valore residuo l'elemento che conta: caso per caso, NVIDIA copre fino al 25%.
















