Nella corsa globale all’intelligenza artificiale, la potenza di calcolo ha un valore immenso. E da oggi ha anche una cifra di riferimento: 500 miliardi di dollari. È l’obiettivo di capitale che la maxi-alleanza tra Nvidia e sei colossi di Wall Street – Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR – punta a raccogliere e mobilitare sul mercato per costruire la spina dorsale dell’era digitale. L’iniziativa punta a ridefinire le regole del gioco, trasformando la capacità di calcolo per l’IA in una vera e propria asset class infrastrutturale.
Oltre i bilanci dei Big Tech
Finora la costruzione delle cosiddette ‘fabbriche di IA’ – grandi data center sostenuti da infrastrutture energetiche dedicate, sistemi di raffreddamento e centinaia di migliaia di acceleratori grafici – è gravata quasi esclusivamente sui bilanci dei giganti tecnologici. Colossi del calibro di Microsoft, Alphabet, Amazon e Meta hanno speso centinaia di miliardi di dollari in capex. Ma la domanda di potenza computazionale sta crescendo a ritmi tali da spingere il settore verso nuove soluzioni di finanziamento.
“Stiamo riunendo i principali fornitori di capitale a lungo termine a livello mondiale per garantire in modo indipendente l’infrastruttura di intelligenza artificiale”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang.










