Windows 11
Sapevate che un PC o un qualunque altro dispositivo possono ricevere dal router il normale indirizzo del resolver DNS tramite DHCP e usare quella sola informazione per scoprire se esiste una versione cifrata dello stesso servizio? Il meccanismo che rende possibile questo passaggio si chiama DDR, Discovery of Designated Resolvers. Un DNS cifrato, quando effettivamente disponibile, può quindi attivarsi in automatico senza che l’utente conosca un URL DoH, scelga manualmente un server DoT o modifichi parametri avanzati.
I DNS cifrati servono a proteggere le richieste che il dispositivo invia al resolver per tradurre un nome come www.ilsoftware.it nel relativo indirizzo IP. Con il servizio DNS tradizionale, queste interrogazioni viaggiano normalmente in chiaro sulla porta 53 e possono quindi essere osservate o manipolate da chi controlla il percorso di rete. Protocolli come DNS-over-HTTPS (DoH), DNS-over-TLS (DoT) e DNS-over-QUIC (DoQ) racchiudono invece le query all’interno di connessioni cifrate, impedendo a un osservatore intermedio di leggerne direttamente il contenuto.
La cifratura, va precisato, protegge il tragitto tra il dispositivo e il resolver: quest’ultimo continua a conoscere le richieste ricevute. Inoltre DoH, DoT e DoQ non svolgono lo stesso compito di DNSSEC, che serve invece a verificare l’autenticità e l’integrità dei dati DNS restituiti.






