Privacy

Windows 11

Una VPN può nascondere l’indirizzo IP reale, ma non cancella necessariamente gli altri identificatori che un sistema operativo comunica ai servizi del produttore. La vicenda giudiziaria di Peter Stokes, 19enne accusato dalle autorità statunitensi di aver partecipato alle attività di un gruppo hacking criminale, ha portato alla luce un elemento di Windows quasi sconosciuto al grande pubblico: l’esistenza di un Global Device Identifier, abbreviato in GDID.

Il documento più rilevante non arriva da un’analisi teorica sulla telemetria, ma da una denuncia federale di 39 pagine depositata presso il Northern District of Illinois. Secondo l’FBI, Microsoft ha fornito registri capaci di riconoscere la stessa installazione di Windows mentre utilizzava indirizzi IP appartenenti a VPN, proxy e reti situate in Paesi diversi. Gli investigatori hanno poi incrociato tali dati con accessi a Snapchat, Facebook, account Apple, Ubisoft, siti di hotel e altri servizi.

Stokes, cittadino statunitense ed estone, è stato arrestato in Finlandia il 10 aprile 2026 mentre tentava di imbarcarsi su un volo diretto in Giappone. Aveva con sé, tra gli altri dispositivi, due dischi da 2 TB. A luglio il Dipartimento di Giustizia statunitense ha annunciato la sua estradizione e la comparizione davanti a un tribunale federale di Chicago. Le accuse riguardano cospirazione, intrusione informatica e frode; trattandosi di un procedimento ancora aperto, ogni responsabilità dovrà naturalmente essere accertata in giudizio.