Produrre biocarburanti è più che mai necessario soprattutto in un momento di crisi come quella che si sta vivendo a livello globale, ma aumentare la produzione significa anche vedere crescere i rifiuti prodotti.

Una delle prescrizioni contenute nel decreto di revisione dell’autorizzazione ambientale che il Ministero ha rilasciato alla Bioraffineria di Gela nel momento in cui ha presentato il progetto di ampliamento dell’impianto Btu che lavora le biomasse per trasformarle in biocarburanti e la riduzione dei rifiuti prodotti.

Dopo uno studio preliminare è stato progettato un nuovo impianto che sorgerà nell’isola 5 dello stabilimento accanto al Btu e che ha ottenuto il via libera prima del Ministero ed ora dal Comune.

L’impianto sarà in grado di ridurre dell’80% i rifiuti del Btu riattivando le terre sbiancanti esauste per riutilizzarle nel ciclo produttivo e trattare le acque gommose in modo da produrre biogas e quindi energia da riutilizzare nelle attività industriali.

In particolare per produrre i biocarburanti, ogni anno vengono prodotte 35.000 tonnellate di acque gommose e 12.000 di terre esauste. Vengono tutte portate a smaltimento, le prime smaltite con autobotti, le altre con appositi mezzi gommati.