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C’è un filo rosso che lega tanti giocatori di questo nuovo Messina, come quello che unisce Francisco Sartore ad Alfio Torrisi. Perché il mister ha certamente avuto un peso specifico importante nella scelta di accettare la sfida del Messina per il brasiliano, ormai italiano d’adozione calcistica. Un connubio che si ripete dopo le esperienze di Trapani e Reggina: «Sicuramente la sua presenza ha inciso – racconta Sartore – e poi Messina è una piazza impossibile da rifiutare. È una bellissima situazione per tutti, per cercare di fare delle cose importanti, insieme al mister e ai miei compagni».
Il nuovo esterno d’attacco biancoscudato arriva da una stagione vissuta tra Gela e Reggina in Serie D, iniziata con buone prospettive (subito due assist con i siciliani), ma naufragata presto: «All’inizio a Gela siamo partiti abbastanza bene, c’erano anche Sarao, Bollino e altri giocatori di categoria. Poi sono successi alcuni problemi a livello societario, sono cambiate alcune cose e c’è stata la chiamata di mister Torrisi. È stato bello lavorare con lui a Reggio, sono stati dei mesi importanti».
Sartore porta in dote un bagaglio di oltre 200 presenze in Serie C, esperienza che adesso dovrà essere messa al servizio di una categoria ostica come l’Eccellenza e di un obiettivo dichiaratamente ambizioso: «E magari potevo fare qualcosina in più in carriera – dice – ma ora dobbiamo calarci tutti nella realtà e sappiamo cosa andiamo incontro. Sarà un campionato difficile, però siamo il Messina e dobbiamo lottare per il primo posto per iniziare a portare questa piazza nelle categorie che merita. Ci sono una grande tifoseria e una società importante, quindi bisogna fare di tutto per tornare in alto».







