Lo sgomento e il dolore avvolgono la comunità di Andria all’indomani della tragica scomparsa di Cosimo Quagliarella, il diciottenne ucciso a coltellate durante i fatti di Trani. Con il passare delle ore, mentre la magistratura cerca di fare piena luce sulle dinamiche che hanno portato al delitto e sulla confessione del diciassette reo confesso, in città esplode la rabbia per una vita spezzata a soli 18 anni per futili motivi.

A farsi interprete del sentimento collettivo è la sindaca di Andria, Giovanna Bruno, che ha espresso parole di profonda commozione ed esasperazione di fronte a quanto accaduto: «Siamo genitori e abbiamo figli. Commentare una tragedia simile è oltremodo difficile. Un episodio che rasenta l’inverosimile, se non fosse simile a tanti altri avvenimenti che denotano un imbarbarimento sociale. Come altro lo si può definire? In tutto questo, un giovane figlio di madre non c’è più. Ucciso da follia omicida».

Mentre le bacheche social si riempiono di messaggi di addio e di rabbia, ad Andria gli amici e i conoscenti di Cosimo faticano a capacitarsi di quanto avvenuto. Chi lo ha frequentato nel quotidiano ne traccia un ritratto distante dai contesti di violenza urbana: «Un tipo normale, un ragazzo garbato nei modi, un vero peccato», commenta amaro chi lo conosceva da vicino. A fargli eco è un ex compagno di squadra, rimasto impietrito alla notizia della tragedia: «Quando eravamo più piccoli andavamo alla stessa scuola calcio, sembrava un ragazzino tranquillo. Peccato: da piccolo era bravissimo, ma so che ultimamente aveva amicizie un po’ discutibili».