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Nei serbatoi dei frantoi l’olio resta fermo. Negli uliveti, intanto, si sommano già i costi della prossima raccolta. La filiera calabrese arriva alla nuova campagna “stretta” tra il crollo delle quotazioni, l’aumento dei costi e la pressione delle produzioni straniere offerte a prezzi più bassi. Un equilibrio fragile che rischia di spezzarsi proprio nei mesi decisivi per il comparto. Il neocostituito Comitato olivicolo delle cooperative calabresi ha consegnato alla Regione un documento che descrive «una delle fasi più difficili degli ultimi decenni». Produttori e cooperative chiedono il riconoscimento dello stato di crisi, insieme a un intervento coordinato tra Regione, governo nazionale e istituzioni europee. L’obiettivo è attivare strumenti di sostegno alla liquidità, agevolazioni sul credito, misure per lo stoccaggio e iniziative capaci di difendere il valore dell’olio italiano. L’assessore all’Agricoltura, Gianluca Gallo, ha raccolto l’appello durante l’incontro dedicato alle criticità del mercato e alle strategie per la prossima campagna, al quale ha partecipato anche il vicepresidente della Regione, Filippo Mancuso. «Lo chiederemo in sede ministeriale, insieme alla vicina Puglia. Ci faremo portavoce delle richieste dei nostri olivicoltori», ha assicurato Gallo.







