Il primo consiglio utile da seguire per chi dovesse essere contattato da un malvivente è di attaccare la telefonata e chiamare la poliziaRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl vademecum per non cadere nella rete delle truffe arriva direttamente dalla polizia di Stato. Dagli agenti che quotidianamente contrastano il fenomeno che si allarga a macchia d’olio, anche se con un miglioramento dal punto di vista delle reazioni da parte delle vittime: sempre più edotte alle regole auree per sventare i tentativi di raggiro.
Su tutti, il consiglio che le forze dell’ordine chiedono di seguire agli anziani che sospettino di stare avendo una telefonata a scopo di truffa è quello di prendere tempo. "I truffatori infatti puntano su confusione e velocità d’azione", spiega Eleonora Arcioni, dirigente delle Volanti della questura. Ecco perché la soluzione più efficace è abbattere la telefonata o chiamare la persona a cui il truffatore fa riferimento in chiamata: un figlio, un fratello o un parente in difficoltà.
Fondamentale è quindi trovare una figura di riferimento. Soprattutto per gli anziani soli, che non hanno la possibilità di poter contare su un parente prossimo, un marito o una moglie in casa che riesca ad avvertire la polizia o i carabinieri mentre il truffatore è in linea con l’altra persona, è necessario individuare in un vicino o una persona di fiducia a cui chiedere aiuto per evitare l’isolamento emotivo. Ciò previene il rischio di essere più suscettibili ai tentativi di truffa, oltre ad avere un pronto interlocutore con cui confrontarsi davanti a telefonate sospette.








