Un legame talmente profondo da risultare difficile da comprendere. Per Siena il cavallo è molto più del grande protagonista della festa cittadina. È un rapporto che va avanti da secoli. E che Carriera dopo Carriera ha saltato lo steccato del rispetto per diventare qualcosa di simile all’amicizia. Il barbero che vince il palio entra nella storia della contrada. Tanto che quando smette di correre i contradaioli continuano a fargli visita, a tramandare le sue gesta. Ma funziona così anche per i cavalli che hanno riportato un infortunio sul tufo.
«Nella mia esperienza ho sempre visto grande affetto da parte della gente verso i cavalli che si sono fatti male – spiega il dottor Raffaello Ciampoli, direttore sanitario della Clinica veterinaria Il Ceppo, punto di riferimento del comune per la cura del cavallo – Ci sono processioni di persone che amano questi animali come fossero loro. Anche a distanza di mesi dall’infortunio, ho visto uomini, donne, bambini e ragazzi portare al cavallo mele e carote».
Una pensione per i cavalli Così il Palio resiste alle proteste
Pur non potendo eliminare completamente la possibilità che un barbero riporti un trauma, da tempo il comune tenta di elaborare strategie per ridurre al minimo le possibilità di infortunio. «Il prossimo anno sono 40 anni che faccio parte della struttura che si occupa della selezione e della cura dei cavalli – continua Ciampoli – Nel 1987 venne introdotta una visita più accurata, svolta anche nei giorni precedenti al Palio, in modo da non avere cavalli “sconosciuti” o che presentassero problemi non evidenti».











